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	<title>Gianluca Paparesta</title>
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	<description>Il mio blog personale</description>
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		<title>Scritta un&#8217;altra pagina di verità</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 14:49:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Mesi fa dissi che non mi sarei arreso. Ho mantenuto la promessa e oggi torno a scrivere sul mio blog per raccontare una notizia che scrive un’altra pagina di verità. Per la terza volta, un Giudice Amministrativo ha cassato la mia estromissione dal mondo arbitrale decisa unilateralmente un anno fa. Un provvedimento contro il quale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span><img class="aligncenter size-medium wp-image-194" title="martello2" src="http://www.paparesta.com/wp-content/uploads/2009/08/martello2-300x240.jpg" alt="martello2" width="300" height="240" /></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span>Mesi fa dissi che non mi sarei arreso. </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span>Ho mantenuto la promessa e oggi torno a scrivere sul mio blog per raccontare una notizia che scrive un’altra pagina di verità. Per la terza volta, un Giudice Amministrativo ha cassato la mia estromissione dal mondo arbitrale decisa unilateralmente un anno fa. Un provvedimento contro il quale inaugurai questo blog con un interrogativo: “Perché”. </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span>Ebbene la risposta è arrivata. Basta leggere l’ordinanza (N.03891/2009  Reg. Ord. Sosp.) emessa dalla III sezione ter del Tar Lazio (presidente Italo Riggio, relatore Giulia Ferrari) per trovare qualche risposta. Anzi, a dire il vero, più di una risposta. </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span>Ma è la realtà. E così i Giudici Amministrativi hanno giudicato <strong>doppiamente illegittimo</strong> (<strong>nonché illogico</strong>) il provvedimento emesso nei miei confronti, ordinandone la sospensione.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span>Ricordo che il 4 luglio del 2008 l’AIA decise la mia estromissione per motivi tecnici. Inizialmente senza neppure una proposta dell’Organo Tecnico. Successivamente dopo il pronunciamento del Tar e del Consiglio di Stato è arrivato il tanto… atteso parere del Designatore, cioè l&#8217;Organo Tecnico. Ebbene, il succo di quel provvedimento/proposta era che, non avendo io arbitrato per un anno (a causa di una sospensione cautelativa emessa dalla stessa Associazione Italiana Arbitri, perché colpito da  un avviso di conclusione indagini da parte della Procura di Napoli che immediatamente dopo ha, al contrario di altri miei colleghi, prima stralciato e poi definitivamente archiviato la mia posizione), non ero più in grado di arbitrare. Fine delle trasmissioni.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span>Adesso, dopo che la Camera di conciliazione del Coni ha rimesso nuovamente tutto nelle mani del Tar, sono gli stessi giudici a demolire – questa volta sì tecnicamente – quel provvedimento.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span>Dicevo (anzi dicono, i giudici) che l’illegittimità deriva dal fatto che non è possibile ritenere un arbitro non più “idoneo” per il sol fatto di essere stato fermo per un anno. Non solo, dice il Tar, perché la norma sull’avvicendamento prevede una valutazione sul rendimento degli anni precedenti (sempre nei primissimi posti in graduatoria), ma anche perché detto organo (cioè il disegnatore) “<em>arbitrariamente trascura i limiti che alle sue valutazioni – </em>si legge nell’ordinanza del Tar<em> – derivano dalla normativa sovra ordinata e comunque <strong>adotta, SENZA AVERNE IL POTERE, un criterio selettivo palesemente illogico…</strong></em><em>”.</em></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span>A fronte di questo nuovo provvedimento del Giudice Amministrativo che, sospende la mia estromissione dal campo di gioco, e ribadisce ulteriormente l&#8217;illegittimità di un provvedimento palesemente a me ostile, oggi stesso comunicherò agli Organi sportivi competenti la mia immediata disponibilità a tornare, dopo la prevista fase di preparazione, in campo con la dignità e la correttezza che mai, comunque, nessuno ha messo in discussione. Sono fiducioso che il nuovo corso che sta vivendo l&#8217;Associazione Italiana Arbitri e la FIGC non consentirà che nuovi provvedimenti illegittimi si susseguano per giustificare una estromissione, che per usare il temine contenuto nell&#8217;odierna ordinanza, risulta ILLOGICA.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span><span style="font-size: x-small;"><br />
</span></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span ">Ah, un’ultima cosa. Qualcuno ha detto che “Paparesta ormai fa altro”, con ciò alludendo al mio ruolo di assessore al Sud, al Marketing Territoriale, al Piano Strategico e ai Rapporti Internazionali, nella Giunta del Comune di Bari.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span>Un ruolo che assolvo con entusiasmo, perché sono al servizio della mia città. Di quella città in cui l’unico sistema è quello della trasparenza, lo stesso che sono certo caratterizzerà il nuovo corso dell&#8217;AIA. </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span>Tornerò ad arbitrare? Lo sto chiedendo alla nuova Associazione Italiana Arbitri, alla FIGC ed al CONI, cui spetta il compito di vigilare.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span>Aspetto fiducioso!!!</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span>Gianluca</span></p>
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		<title>Il vetro opaco del&#8230; Palazzo</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Apr 2009 19:12:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Era ora. Dopo un lungo torpore, qualcuno si è risvegliato. Chi pensava che qualche organo di stampa non fosse stato poi così attento al moto di opinione di questi giorni, si sbagliava. Non importa come abbia deciso di “rialzarsi” rispettando il tradizionale rituale del contenuto come al solito&#8230; filo istituzionale. Non importa il senso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-168" title="rassegna_stampa" src="http://www.paparesta.com/wp-content/uploads/2009/04/rassegna_stampa.jpg" alt="rassegna_stampa" width="400" height="383" /></p>
<p>Era ora. Dopo un lungo torpore, qualcuno si è risvegliato. Chi pensava che qualche organo di stampa non fosse stato poi così attento al moto di opinione di questi giorni, si sbagliava.</p>
<p>Non importa come abbia deciso di “rialzarsi” rispettando il tradizionale rituale del contenuto come al solito&#8230; filo istituzionale. Non importa il senso di quello che ha scritto (o meglio non ha scritto). Quel che importa è che i vetri del palazzo siano stati spolverati sia pure per poco tempo perchè sono subito ritornati coperti dal velo scuro di sempre.</p>
<p>E&#8217; curioso che taluni (?) giornalisti ritengano ormai desuete alcune intercettazioni del caso Calciopoli preoccupandosi di difendere quello che milioni di persone hanno ascoltato in questi giorni &#8211; attraverso trasmissioni “non di parte” &#8211; provando grande indignazione. Ne sono una testimonianza indiscutibile gli oltre 5mila messaggi arrivati in poche ore sul mio profilo di Facebook: quel popolo di utenti del mondo sportivo che desiderano ascoltare o leggere notizie, non sermoni per pochi “amici” (spero non “suggeriti”).</p>
<p>Chi si è prodigato oggi nello scrivere cose ormai da lui stesso ritenute “superate” (e che mi ha corteggiato per avere una intervista esclusiva mai concessa, meno male), probabilmente ha dimenticato di dire che tra quelle intercettazioni vecchie, ce n&#8217;era una che nessuno ha mai letto o ascoltato e che – nonostante fosse inedita – è stata puntualmente taciuta da chi oggi pensa di sedere sul trono della&#8230; trasparenza.</p>
<p>Probabilmente non scopriamo l&#8217;acqua calda: la parola d&#8217;ordine, in queste circostanze, è non disturbare il manovratore. Soprattutto se il manovratore è qualcuno che ambisce a incarichi autorevoli nel mondo del calcio con il quale, probabilmente, si intende mantenere buoni rapporti. Chissà perchè.</p>
<p>Un&#8217;ultima cosa. Tra le telefonate “inedite” ce n&#8217;è una in cui viene definito &#8220;un cog&#8230;..&#8221;  lo stesso autore dell&#8217;articolo&#8230; e che, però, oggi pare esclusivamente preoccupato di difendere il solito sistema. Ma questa è solo una coincidenza.</p>
<p>Gianluca</p>
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		<title>Sì al fischietto&#8230; No al bavaglio&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 14:23:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[In queste ore fa discutere la circolare emessa dal presidente AIA, Nicchi, sul divieto agli arbitri di fare dichiarazioni anche a mezzo e-mail o propri siti internet, di partecipare a gruppi di discussione (Facebook) mailing list, forum, blog o simili. Bene fa il presidente a ricordare quella che è una regola già esistente &#8211; art. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.paparesta.com/wp-content/uploads/2009/04/paparesta10.jpg" alt="paparesta10" title="paparesta10" width="496" height="501" class="aligncenter size-full wp-image-139" /></p>
<p>In queste ore fa discutere la circolare emessa dal presidente AIA, Nicchi, sul divieto agli arbitri di fare dichiarazioni anche a mezzo e-mail o propri siti internet, di partecipare a gruppi di discussione (Facebook) mailing list, forum, blog o simili.</p>
<p>Bene fa il presidente a ricordare quella che è una regola già esistente &#8211; art. 40 comma 4, lettera d) Regolamento AIA -, di cui tutti quanti siamo a conoscenza, ma che riguarda esclusivamente “gare dirette o incarichi espletati”.</p>
<p>Nè è pensabile che tale circolare, diffusa &#8211; ma sarà solo una coincidenza &#8211; a poche settimane dalla pubblicazione on line del mio blog e del mio profilo su Facebook (circa 3mila amici, tra cui tanti giovani arbitri), rappresenti una privazione di una libertà costituzionalmente protetta.</p>
<p>Non sta a me ricordare infatti le regole dettate dall’<strong>art. 21 della Costituzione</strong> che, da 61 anni a questa parte è l&#8217;essenza della nostra democrazia, e che comunque per ogni buon conto riporto:  “<strong><em>Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.</em></strong>”</p>
<p>Su Internet, ormai spopolano siti e profili facebook  di magistrati, avvocati, giornalisti, professionisti, sportivi, studenti, casalinghe, gente comune : a chi potrebbe nuocere un arbitro o, nel mio caso, pseudo tale?</p>
<p>Per tali ragioni, credo che soprattutto gli arbitri più giovani (che ogni giorni mi scrivono) possano stare tranquilli.<br />
Attenendosi alle regole, vi dico: non temete di esercitare quel diritto previsto dalla nostra Costituzione, dunque non rinunciate alla vostra libertà e alla vostra dignità. </p>
<p>Gianluca</p>
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		<title>Un grazie agli amici di &#8220;Facebook&#8221;: andiamo avanti</title>
		<link>http://www.paparesta.com/un-grazie-agli-amici-di-facebook-andiamo-avanti/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 22:38:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[In poche settimane siete diventati tanti. Il &#8220;contatore&#8221; degli amici ha ormai superato quota 2mila e 500. Ragazzi, vi debbo dire che è davvero emozionante vedere tanta gente che ti è vicino e ti manifesta tutta la sua solidarietà. Permettetemi di ringraziare anche quei &#8220;temerari&#8221; che attraverso il mondo di FB si sono fatti promotori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-126" title="gianluca204" src="http://www.paparesta.com/wp-content/uploads/2009/03/gianluca204.jpg" alt="gianluca204" width="500" height="374" /></p>
<p>In poche settimane siete diventati tanti. Il &#8220;contatore&#8221; degli amici ha ormai superato quota 2mila e 500.</p>
<p>Ragazzi, vi debbo dire che è davvero emozionante vedere tanta gente che ti è vicino e ti manifesta tutta la sua solidarietà.</p>
<p>Permettetemi di ringraziare anche quei &#8220;temerari&#8221; che attraverso il mondo di FB si sono fatti promotori di una petizione virtuale per farmi tornare in campo ad arbitrare. Mi riferisco al gruppo &#8220;A.A.A. PAPARESTA TORNI AD ARBITRARE IN SERIE A&#8221; guidato da Miki Armenise che ho avuto il piacere di conoscere dopo questa sua iniziativa sul web e che ancora oggi ringrazio.</p>
<p>Tornare in campo era e resta il mio sogno. E credo che, purtroppo, tale resterà anche se ancora oggi nessuno ha risposto alla mia domanda &#8220;Perchè?&#8221;. Ma vi garantisco che, proprio facendo tesoro delle vostre &#8220;spinte&#8221;, non mi arrenderò. Anzi, vi comunico che in queste ore ho notificato un nuovo ricorso al Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport del Coni per cercare di alzare un velo di verità sulla mia vicenda.</p>
<p>Io proseguirò la mia battaglia grazie a un gruppo &#8211; stavolta più ristretto &#8211; di amici che non mi mollano un minuto e con i quali condivido molte ore della mia giornata. Sono persone come voi che mi spingono ogni momento ad andare avanti e, soprattutto, a darmi quella carica e quell&#8217;orgoglio che mi ha sempre permesso di camminare a testa alta.</p>
<p>Per questo, la mia guerra di principio andrà avanti fino a quando qualcuno non avrà il coraggio di dirmi chiaramente &#8220;Non ti vogliamo perchè&#8230;&#8221;. Senza ricorrere a stratagemmi. In fondo è solo questo quello che chiedo. E fino a quel momento, vi garantisco, non mi arrenderò.</p>
<p>Per tale ragione, vi ringrazio tutti e vi prego di scusarmi se non rispondo ai numerosi e affettuosi vostri messaggi che, comunque, leggo con attenzione. E conservo nell&#8217;hard disk più grande che ha ogni essere umano: il proprio cuore.</p>
<p>Un abbraccio a tutti.</p>
<p>Gianluca</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>&#8220;&#8230; Questa è una giustizia sui generis&#8230;&#8221;</title>
		<link>http://www.paparesta.com/questa-e-una-giustizia-sui-generis/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 11:37:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[In queste ore si parla tanto di giustizia nel mondo del calcio&#8230; Corrado Sannucci su &#8220;la Repubblica&#8221; di oggi, pag. 53, chiude un suo articolo così: &#8220;&#8230;. E il calcio italiano va avanti con questa giustizia di fantasia accomodata&#8221;. Dai microfoni del TG3, domenica e lunedì scorsi, Olivero Beha, richiamando il mio intervento nella trasmissione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In queste ore si parla tanto di giustizia nel mondo del calcio&#8230;</p>
<p>Corrado Sannucci su &#8220;la Repubblica&#8221; di oggi, pag. 53, chiude un suo articolo così:<br />
&#8220;&#8230;. E il calcio italiano va avanti con questa giustizia di fantasia accomodata&#8221;.</p>
<p>Dai microfoni del TG3, domenica e lunedì scorsi, Olivero Beha, richiamando il mio intervento nella trasmissione &#8220;Quelli che il calcio&#8230;&#8221;, ed in particolare la &#8220;rivelazione&#8221; di una telefonata tra un, allora come oggi, alto dirigente della Figc e Moggi in cui si fa riferimento alla circostanza che &#8220;ci vuole gente funzionale al sistema&#8221; o che quella sportiva &#8220;è una giustizia sui generis&#8221;, ha insistito sulla necessità di sapere l&#8217;identità dell&#8217;alto dirigente federale nonché di conoscere il contenuto della conversazione. </p>
<p>Sulla tema giustizia sportiva, non volendo oggi affrontare il caso Mannini &#8211; Possanzini, che meriterà un ampia ed approfondita trattazione, rimando ad un prossimo intervento. </p>
<p>Chiedendomi, però, se anche Sannucci fosse a conoscenza di questa telefonata e se ad essa si fosse ispirato nel concludere il suo pezzo, mi permetto di esprimere solo alcune osservazioni.<br />
La prima è che la &#8220;rivelazione&#8221; sulla telefonata, tale non è visto che quella conversazione fa parte del faldone di Calciopoli (pag. 00149-00150) messo a disposizione dalla stessa Procura Federale, non solo per tutti i soggetti toccati dalle vicende, ma anche per tutti i media, che avendo liberamente accesso agli atti, hanno pubblicato anche conversazioni private che nulla avevano a che fare con l&#8217;indagine. Se niente è mai stato pubblicato in merito alla telefonata Progr. 1127 del 23/08/2004- Procura della Repubblica di Torino &#8211; , evidentemente questo è dovuto solo alla circostanza che essa, insieme ad altre di cui in futuro si darà conto, non è stata ritenuta significativa&#8230;<br />
La seconda è che non era, ne lo è, assolutamente mia intenzione formulare accuse nei confronti di nessuno, ma solo ribadire, o meglio dimostrare &#8211; citando il contenuto di quella telefonata &#8211; quale sia lo scenario, anzi quale sia quel &#8220;sistema&#8221; cui, secondo quell&#8217;alto dirigente federale, si dovrebbe essere funzionali.<br />
Terzo e ultimo aspetto: fatta eccezione per il Dr. Beha , nessuno pare si sia chiesto nulla in merito a quella telefonata&#8230;, ma questa sicuramente è una casualità&#8230; </p>
<p>Ad ogni buon conto, viste le sollecitazioni giunte anche attraverso il blog, di seguito riporto la trascrizione integrale della conversazione cui mi riferivo. Naturalmente, per quanto ho appena scritto, non rivelerò il nome dell&#8217;ALTO DIRIGENTE FEDERALE, peraltro, come detto, già noto sia alla Procura Federale che a tutti gli &#8220;addetti ai lavori&#8221;&#8230; </p>
<p>Per capire meglio il contesto si evidenzia che questa telefonata segue di pochi giorni le richieste di pena per il c.d. calcio scommesse formulate dall’ex Procuratore Federale Frascione il 20 agosto 2004.</p>
<p>Telefonata Progr. 1127 del 23/08/2004- Procura della Repubblica di Torino &#8211; Pag. 00149 e 00150</p>
<p>Uomo: si pronto?<br />
MOGGI: &#8212;&#8212;&#8212;  (nome Alto Dirigenti Federale)?<br />
ALTO DIRIGENTE FEDERALE: Direttore come stai?<br />
MOGGI: io sto bene e tu?<br />
ALTO DIRIGENTE FEDERALE: eh insomma mi difendo<br />
MOGGI: qui bisogna sempre difendersi<br />
ALTO DIRIGENTE FEDERALE: eh ma io mi difendo io c’ho troppi cazzi eh eh<br />
MOGGI: senti un po’ ho sentito il tuo messaggio in segreteria<br />
ALTO DIRIGENTE FEDERALE: mi puoi fare sta gentilezza o no?<br />
MOGGI: ma scherzi o fai davvero?<br />
ALTO DIRIGENTE FEDERALE: xchè quello stà lì da quelle parti e mi sta scass<br />
MOGGI: digli che venga da noi in albergo, che peraltro non ti so neppure dì, ma basta che chiedano<br />
ALTO DIRIGENTE FEDERALE: bè chiedo alla tua segretaria<br />
MOGGI: in segreteria lì poi<br />
ALTO DIRIGENTE FEDERALE: bè gli dico di affacciarsi lì nel pomeriggio<br />
MOGGI: che mi venga a cercare a me<br />
ALTO DIRIGENTE FEDERALE: bè ti ringrazio assai<br />
MOGGI: come va lì &#8212;&#8212;&#8212;  (nome Alto Dirigenti Federale)?<br />
ALTO DIRIGENTE FEDERALE: ma abbastanza bene, abbastanza abbiamo un pò di casino<br />
MOGGI: ma questa affare qua ma Frascione ma è matto<br />
ALTO DIRIGENTE FEDERALE: si ma poi ha fatto una figura veramente guarda, ma se noi non ci rendiamo conto Luciano che noi dobbiamo mettere in certi posti<br />
MOGGI: ma questo è da rinchiudere in manicomio<br />
ALTO DIRIGENTE FEDERALE: dobbiamo mettere in certi posti delle persone intelligenti, ma intelligenti, ma intelligenti veramente che abbiamo il senso della misura e capiscono i problemi, non che fanno gli spadaccini i d’Artagnan dei miei coglioni, che se nò ci facciamo male da soli<br />
MOGGI: ma questo qua meno sa e xchè se no<br />
ALTO DIRIGENTE FEDERALE: eh lo so, però bisogna provvedere xchè noi c’abbiamo i nemici in casa, gli indiani stanno in casa hai capito? Eh xchè diventa difficile tu già c’iai gli indiani fuori, ce li hai pure in cassa eh diventa<br />
MOGGI: eh no è una cosa incredibile, questo gli squilibri li ha avuti mica solo ora eh!<br />
ALTO DIRIGENTE FEDERALE: si si eh<br />
MOGGI: e da tanto tempo che<br />
ALTO DIRIGENTE FEDERALE: bisogna mettere della gente funzionale al progetto, al sistema, non dei pazzi giustizialisti se no veramente diventiamo, e perché poi è difficile andare a discutere con questi eh, non ti credere che questo lo chiami e gli dici fai così eh eh eh<br />
MOGGI: no ma c’è da pigliarlo per il colletto e mandarlo via<br />
ALTO DIRIGENTE FEDERALE: no o lui ce l’ha dentro questa cosa che deve capire che lui è uno di noi, funzionale al sistema, a salvaguardare la faccia per carità nel rispetto delle autonomie, ma senza fare d’Artagnan, se no veramente diventa complicato<br />
MOGGI: ma secondo te sarà da anche perché io l’ho seguito poco questo, a parte, pronto?<br />
ALTO DIRIGENTE FEDERALE: si ti sento<br />
MOGGI: a parte mi sembra una grande stronzata, detto tra me e te di due squilibrati, come ce ne son tanti, che parlano di cose<br />
ALTO DIRIGENTE FEDERALE: si infatti<br />
MOGGI: oppure di quello che dicono, a parte quello, coinvolgendo persone, io per esempio sarò matto, conosco il Presidente del Modena vagamente,<br />
ALTO DIRIGENTE FEDERALE: si!<br />
MOGGI: ma se lo dovessi senti e e citare come il Grande Capo, come dicono loro<br />
ALTO DIRIGENTE FEDERALE: ma il grande vecchio<br />
MOGGI: non c’ià, non c’ià neppure il fisico<br />
ALTO DIRIGENTE FEDERALE: (risate) no si ma mi sembra proprio un brav’uomo, proprio un brav’uomo<br />
MOGGI: ma guarda che non è neppure tagliato, ma guarda che una persona se, si vede subito<br />
ALTO DIRIGENTE FEDERALE: si! Certo se è capace di fare certe cose, certo certo<br />
MOGGI: ma ti rendi conto, pensare che questo qui ha scritto una lettera, “non vorrei fare la figura di Tortora”, poverino! Poi c’ià pure tessere è iscritto a tutte le società di calcio<br />
ALTO DIRIGENTE FEDERALE: si si è vero (risate) fa tristezza, fa poveraccio dai<br />
MOGGI: poi ti trovi un imbecille come Frascione che bòm, 9 punti al Chievo, ma poi 9 punti al Chievo, da scontare nel campionato passato che poi tanto non retrocede no?<br />
ALTO DIRIGENTE FEDERALE: certo, ma anche a Modena quando gli hanno chiesto: “ma scusi mi faccia capire che, in che serie secondo lei dovrebbe retrocedere il Modena” dice: “fate voi”, ma che fate voi? (risate) ma che stiamo alle barzellette<br />
MOGGI: ma dai, ma qui Franco deve prendere, deve prendere<br />
ALTO DIRIGENTE FEDERALE: eh ma infatti infatti deve<br />
MOGGI: io glil’ho detto, mettici le mani un po’ se nò diventa un casino eh?<br />
ALTO DIRIGENTE FEDERALE: eh in fatti, infatti, bisogna mettere gente funzionale al sistema che capisca il senso qui dello stato, dello stato sportivo, non gente che và per cazzi suoi eh e che oltretutto non ci capisce un cazzo Luciano<br />
MOGGI: no questo qui è proprio zero<br />
ALTO DIRIGENTE FEDERALE: eh il problema è questo che non ci capisce un cazzo hai capito?<br />
MOGGI: io mi sono trovato in tante circostanze, notato cose che in pratica fanno capire che lui, col pallone non sa<br />
ALTO DIRIGENTE FEDERALE: sta lì no ma non sa di che parla, non ha la Sensibilità proprio di capire certi problemi, questa è una giustizia sui generis la nostra, e se nò ci mettiamo in mano all’opinione pubblica e cosa facciamo ci sfasci, ci buttiamo la merda in faccia da soli, eh  amico! Già c’è qualcuno che cerca di buttar , poi ce la buttiamo da soli, eh diventa faticoso<br />
MOGGI: si va bene &#8212;&#8212;&#8212;  (nome Alto Dirigenti Federale)?<br />
ALTO DIRIGENTE FEDERALE: eh allora gli dico di passare dal tuo albergo<br />
MOGGI: digli qual è l’albergo che poi me ne vado io va bene?<br />
ALTO DIRIGENTE FEDERALE: ti ringrazio, sono due, ti ringrazio ciao ciao ciao<br />
MOGGI: ciao ciao </p>
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		<title>&#8220;Perchè?&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 19:21:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Riporto di seguito un comunicato dell&#8217;Italpress diffuso dopo la mia testimonianza resa oggi alla trasmissione “Quelli che il calcio”. In queste righe è riassunta la mia storia. Non aggiungo commenti. MILANO (ITALPRESS) – Estromesso dal suo mondo senza un perchè. Gianluca Paparesta non si dà pace. Coinvolto e poi uscito senza macchia dallo scandalo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;"><img class="alignnone size-medium wp-image-72" title="gianluca201" src="http://www.paparesta.com/wp-content/uploads/2009/03/gianluca201-300x184.jpg" alt="gianluca201" width="300" height="184" /></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;">Riporto di seguito un comunicato dell&#8217;Italpress diffuso dopo la mia testimonianza resa oggi alla trasmissione “Quelli che il calcio”. In queste righe è riassunta la mia storia. Non aggiungo commenti.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;"><em>MILANO (ITALPRESS) – Estromesso dal suo mondo senza un perchè. Gianluca <span style="color: #ff0000;">Paparesta</span> non si dà pace. Coinvolto e poi uscito senza macchia dallo scandalo di calciopoli, l’ex direttore di gara ha provato in tutti i modi a tornare in campo per fare quello che aveva sempre fatto, arbitrare. Una battaglia che ha proseguito anche quando, la scorsa estate, l’Aia l’aveva dismesso per motivi tecnici, una spiegazione per lui inaccettabile, al punto da pensare, come ha scritto nel suo blog, di essere stato «fatto fuori dal sistema». Una sensazione che ha avuto «rileggendo determinate conversazioni negli atti contenuti nel fascicolo legato a calciopoli – racconta oggi, ospite di &#8216;Quelli che il calciò – Ho chiesto al procuratore federale Palazzi un’audizione perchè mi sono imbattuto in una conversazione telefonica in cui un allora altissimo dirigente federale e Moggi, parlando della giustizia all’interno del mondo dello sport, dicevano che chi non era funzionale al sistema dava fastidio e ho rivisto in questa conversazione quello che è toccato a me». <span style="color: #ff0000;">Paparesta</span> ripercorre la sua vicenda, tutti i procedimenti di cui è stato oggetto e dove è sempre riuscito «a dimostrare la mia estraneità. Dopo averlo fatto ero pronto a rientrare ma l’allora presidente dell’Aia Gussoni e il designatore Collina mi dissero di aspettare ormai la fine dello scorso campionato per riprendere ad arbitrare nel nuovo». Ma le cose non sono andate così. «A fine giugno hanno deciso di mandarmi via per motivi tecnici» ma le motivazioni, spiega l’ex direttore di gara, sono arrivate dal Comitato nazionale dell’Aia e non, come previsto, dal designatore Collina. </em></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;"><em>«Tutti i gradi della giustizia amministrativa mi hanno dato ragione – insiste <span style="color: #ff0000;">Paparesta</span> – mancava il parere del designatore, che poi è arrivato: non avendo arbitrato per un anno non potevo più arbitrare. Eppure Collina, davanti ad altre persone tra cui lo stesso Gussoni, mi disse quando ci eravamo incontrati che mai e poi mai avrebbe espresso un giudizio tecnicamente negativo sulla mia posizione». </em></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;"><em><span style="color: #ff0000;">Paparesta</span>, insomma, non l’accetta. «L&#8217;anomalia è che chi è ancora a giudizio oggi arbitra regolarmente, mentre chi ha dimostrato la propria estraneità non arbitra – prosegue – Non vorrei che pesasse il fatto che sono testimone d’accusa per il processo di Napoli». L’ex arbitro spiega poi di non parlare di sistema, quanto piuttosto di «intrecci, di relazioni tra persone appartenenti a questo mondo. La mia battaglia è questa: cercare di capire chi e perchè non mi fa rientrare. Nomi? Se li sapessi già li avrei denunciati. Se sto facendo questa battaglia è perchè credo sia necessario fare luce su determinate cose e perchè quello che mi manca di più, oltre al campo, è il fatto che mio figlio, appassionato di calcio, non possa vedere suo papà che era in campo e meritava di esserci. Io non ho mai accusato nessuno, ho solo cercato di dimostrare la mia estraneità, dopo che ho risolto tutto, e ci ho messo parecchio tempo, ero pronto a tornare e lo sono tutt&#8217;ora, volessero provarmi anche per una sola partita&#8230;». <span style="color: #ff0000;">Paparesta</span> torna poi a parlare del famoso Reggina-Juventus del novembre 2004 in cui finì chiuso negli spogliatoi, o così comunque raccontò Moggi. </em></span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em>«In effetti ci sono stati episodi molto contestati in quella partita – racconta </em></span></span></span><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em>Paparesta</em></span></span></span></span><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em> – Non avevo visto un rigore evidente a favore della Juve e avevo annullato loro il gol del pareggio all’ultimo secondo per fuorigioco. Si è scatenato così il putiferio, come avviene in tutte le partite, alcuni dirigenti della Juve hanno avuto accesso negli spogliatoi e si sono lamentati in maniera forte e dura nei miei confronti. Ma da qui a dire che sono stato rinchiuso negli spogliatoi&#8230; Non è mai successo – evidenzia l’ex arbitro – Lì ci sono i responsabili delle forze dell’ordine, gli ispettori dell’Ufficio indagini della Federazione, gli ispettori di Lega, possibile che nessuno abbia sentito che l’arbitro era stato rinchiuso negli spogliatoi e che abbiano dovuto buttare giù la porta come raccontava Moggi?». Eppure il direttore di gara, qualche giorno dopo, telefonò all’allora direttore generale della Juventus. «Avevo visto partire una campagna mediatica abbastanza forte per escludermi dal mondo arbitrale – spiega – e sapevo il potere che aveva quella persona. Io non gli ho mai chiesto scusa, in campo ho sempre mantenuto l&#8217;assoluta indipendenza e sfido chiunque a dimostrare il contrario, ma ho cercato di abbassare i toni, sicuramente sbagliando, perchè non volevo vedere la mia carriera compromessa». </em></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em>Le due telefonate, finite agli atti, con Moggi furono fatte con le ormai celebri schede svizzere ma </em></span></span></span><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em>Paparesta</em></span></span></span></span><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em> ci tiene a precisare che quelle sim «appartenevano a mio padre, è stato dimostrato. Io non ho mai utilizzato quelle schede e lo dimostra il fatto che siano state usate mentre io arbitravo o ero all’estero. Erano state date a mio padre per motivi che lui stesso spiegherà durante il processo di Napoli ma io non ne sapevo nulla, nemmeno la provenienza, e questo lo ha verificato la magistratura». E tra l&#8217;altro fu il padre Romeo a chiamare Moggi dopo il caos per Reggina-Juve, facendolo parlare col figlio «perchè venisse eliminato quel clima di ostilità che puntava a escludermi dal mondo arbitrale». Chiusura sul neo presidente dell’Aia, Marcello Nicchi. «Gli faccio i miei auguri – conclude </em></span></span></span><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em>Paparesta</em></span></span></span></span><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><em> – E&#8217; una persona indipendente, cristallina. Spero che possa aprire a ciò che può portare giovamento alla direzione di gara. Io tornare ad arbitrare? Mi piacerebbe, ma se non mi vogliono non posso farlo». </em></span></span></span></p>
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		<title>&#8220;Neanche un numero&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2009 15:26:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calciopoli]]></category>
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		<description><![CDATA[Voglio raccontarvi una curiosità del mio colloquio di giovedì 12 con il procuratore federale. Appena iniziato a redigere il verbale di audizione, giustamente il dr. Palazzi mi ha chiesto con quale qualifica dovesse identificarmi. C&#8217;è stato un po&#8217; di imbarazzo visto che il procuratore federale non sapeva se fossi Arbitro Effettivo, Arbitro Fuori Quadro, Arbitro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.paparesta.com/wp-content/uploads/2009/03/gianluca13.jpg" alt="gianluca13" title="gianluca13" width="470" height="288" class="alignnone size-full wp-image-50" /><br />
Voglio raccontarvi una curiosità del mio colloquio di giovedì 12 con il procuratore federale. Appena iniziato a redigere il verbale di audizione, giustamente il dr. Palazzi mi ha chiesto con quale qualifica dovesse identificarmi.<br />
C&#8217;è stato un po&#8217; di imbarazzo visto che il procuratore federale non sapeva se fossi Arbitro Effettivo, Arbitro Fuori Quadro, Arbitro Osservatore, o Arbitro Benemerito. Purtroppo neanche io sono stato in grado di dargli una risposta&#8230; Anzi, ho approfittato per rivolgergli la stessa domanda, ove mai, per l&#8217;alto ruolo ricoperto in federazione, fosse stato in grado di darmi una risposta.<br />
Ad oggi nè il vecchio Presidente, nè altri organi AIA mi hanno notificato nulla, neanche un pezzo di carta. Quindi posso essere tutto, e nulla!?<br />
Alla fine, il dr. Palazzi è riuscito ad elaborare una formula che in qualche modo riuscisse a qualificarmi.<br />
Ma non è finita qui. Come accade a tutti coloro il cui nome finisce in calce a un verbale, arriva anche il momento dell&#8217;identificazione con un documento. Nel caso sportivo, va annotato il numero di tessera AIA. Apriti cielo&#8230; Non sono stato in grado di rispondere neppure a quest&#8217;altra domanda&#8230; Semplicemente perchè l&#8217;ultima tessera federale da me posseduta risale al 2006. Da allora nè il vecchio Presidente AIA, nè altri organi FIGC hanno pensato di consegnarmi la tessera, anche se il regolamento, a proposito dei “diritti” di ogni arbitro, prevede tutt&#8217;altro!<br />
Ma i fatti sono questi. Vi racconto questo solo per darvi una piccola idea del mio stato&#8230; d&#8217;animo&#8230; Neanche un numero&#8230;</p>
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		<title>Non funzionale al sistema</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Mar 2009 10:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calciopoli]]></category>
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		<category><![CDATA[giustizia sportiva]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzi]]></category>
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		<description><![CDATA[Non mi è tornata la memoria nè intendo raccontare la verità a rate. Per me la verità è stata e sarà sempre una. Quella dalla quale non mi sono mai sottratto e sulla quale sin dal primo momento ho detto le cose come stavano. Senza accusare nessuno.  E&#8217; quella verità che, oggi, anzichè venir fuori da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-10" title="Un innocente colpevole" src="http://www.paparesta.com/wp-content/uploads/2009/03/72845132.jpg" alt="Un innocente colpevole" width="500" height="374" /></p>
<p>Non mi è tornata la memoria nè intendo raccontare la verità a rate. Per me la verità è stata e sarà sempre una. Quella dalla quale non mi sono mai sottratto e sulla quale sin dal primo momento ho detto le cose come stavano. Senza accusare nessuno.  E&#8217; quella verità che, oggi, anzichè venir fuori da quel tanto agognato palazzo di vetro, simbolo di cui tanti si fregiano, resta ancora bella chiusa e sigillata.</p>
<p>Non dirò nulla, per ora,  del mio colloquio con il procuratore Palazzi al quale ho consegnato una memoria di 22 pagine con 35 allegati. Un contributo alla verità, anzi un contributo per &#8220;rileggere&#8221; meglio talune verità rimaste sopite.</p>
<p>Ci tengo, però, a chiarire una cosa. L&#8217;audizione era stata inizialmente proposta per il 5 marzo scorso, ma è stata rinviata solo per miei impegni personali-istituzionali, e non per le fantasiose motivazioni di cui qualcuno si è affrettato a parlare (vedi  elezioni AIA).</p>
<p>Ancora una volta, quel sistema al quale non mi sono piegato, ha colpito ancora. Un sistema in grado di manipolare e stravolgere la realtà che mi ha fatto fuori senza se e senza ma, forse per l&#8217;unica colpa di essermi difeso davanti ai pm di Napoli ai quali (al contrario di altri) ho dimostrato la mia estraneità ottenendo l&#8217;archiviazione del procedimento a mio carico. Eppure, da quel fatidico 13 maggio del 2006  quando &#8211; come persona informata dei fatti &#8211; risposi alle domande dei Carabinieri per difendere solo ed esclusivamente la mia posizione, e non per accusare altri, sono iniziati i miei problemi.</p>
<p>Oggi mi ritrovo di nuovo in campo.  Un campo diverso da quello di gioco in cui con molti di voi avrei voluto condividere momenti di gioia. Purtroppo, per il momento, ha vinto il sistema, quello fatto di persone a esso &#8220;funzionali&#8221;&#8230;</p>
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		<title>Benvenuti!</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Mar 2009 09:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gianluca]]></category>
		<category><![CDATA[Paparesta]]></category>

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		<description><![CDATA[Benvenuti. Torno in campo (si fa per dire!) da oggi con il mio blog. Devo confessarvi che più volte ho pensato di abbandonare tutto&#8230; Mi sono però convinto, anche grazie ai tanti, anzi tantissimi amici, (su Facebook siamo oltre 2mila!) che non posso tradire chi quotidianamente mi manifesta stima, fiducia ma soprattutto, mi invita a non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Benvenuti.</p>
<p>Torno in campo (si fa per dire!) da oggi con il mio blog. Devo confessarvi che più volte ho pensato di abbandonare tutto&#8230;</p>
<p>Mi sono però convinto, anche grazie ai tanti, anzi tantissimi amici, (su Facebook siamo oltre 2mila!) che non posso tradire chi quotidianamente mi manifesta stima, fiducia ma soprattutto, mi invita a non mollare.</p>
<p>Io non ho mai mollato e non mollerò. Non tradirò la fiducia di tutti quelli che, come voi, credono in determinati valori.</p>
<p>Valori sempre più messi in discussione, ma che non possono e non devono tradire milioni di persone che non sono solo  accomunate da quella magica sfera che ogni settimana rotola nei loro cuori.</p>
<p>I valori sono anche altri.</p>
<p>Sono quelli di coloro che si oppongono, respingono, e combattono quei sistemi che, non solo nel calcio,  dettano le regole e, purtroppo, spesso riuscendoci, con arroganza, antepongono i propri interessi a quelli comuni.</p>
<p>In questa sfida mi troverete vostro alleato, e mi auguro di avervi sempre al mio fianco.</p>
<p>Gianluca</p>
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