Non funzionale al sistema


Un innocente colpevole

Non mi è tornata la memoria nè intendo raccontare la verità a rate. Per me la verità è stata e sarà sempre una. Quella dalla quale non mi sono mai sottratto e sulla quale sin dal primo momento ho detto le cose come stavano. Senza accusare nessuno.  E’ quella verità che, oggi, anzichè venir fuori da quel tanto agognato palazzo di vetro, simbolo di cui tanti si fregiano, resta ancora bella chiusa e sigillata.

Non dirò nulla, per ora,  del mio colloquio con il procuratore Palazzi al quale ho consegnato una memoria di 22 pagine con 35 allegati. Un contributo alla verità, anzi un contributo per “rileggere” meglio talune verità rimaste sopite.

Ci tengo, però, a chiarire una cosa. L’audizione era stata inizialmente proposta per il 5 marzo scorso, ma è stata rinviata solo per miei impegni personali-istituzionali, e non per le fantasiose motivazioni di cui qualcuno si è affrettato a parlare (vedi elezioni AIA).

Ancora una volta, quel sistema al quale non mi sono piegato, ha colpito ancora. Un sistema in grado di manipolare e stravolgere la realtà che mi ha fatto fuori senza se e senza ma, forse per l’unica colpa di essermi difeso davanti ai pm di Napoli ai quali (al contrario di altri) ho dimostrato la mia estraneità ottenendo l’archiviazione del procedimento a mio carico. Eppure, da quel fatidico 13 maggio del 2006  quando – come persona informata dei fatti – risposi alle domande dei Carabinieri per difendere solo ed esclusivamente la mia posizione, e non per accusare altri, sono iniziati i miei problemi.

Oggi mi ritrovo di nuovo in campo.  Un campo diverso da quello di gioco in cui con molti di voi avrei voluto condividere momenti di gioia. Purtroppo, per il momento, ha vinto il sistema, quello fatto di persone a esso “funzionali”…

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  1. #1 di Giuseppe Di Pietro - 12 marzo 2009 alle 19:02

    Carissimo Gianluca, permetimi di darti del “tu” (anche se non ci conosciamo). Sostengo moralmente la tua causa e ti sono vicino. Giuridicamente, comunque tu puoi di nuovo impugnare l’ultimo provedimento Aia di esclusione (quello “corretto” si fa per dire) passando di nuovo per la Camera di Conciliazione e poi (eventualmente) per i Tribunali Ammnistrativi. Ciao e buon tutto

  2. #2 di caterina antonucci - 13 marzo 2009 alle 07:58

    ti ho sempre detto di liberare i cani e quello piu pericoloso è il cane di paglia cioè tu.se viene maltrattato.. alla fine prende fuoco ed è il più temibile..dustin hoffman docet.nn essere funzionale al sistema è solo un modo x dire.. non ci servix l uso..quindi fai bene a pubblicarlo ..adesso è cosi ke girano le cose..xcio se puoi arresta il sistema..

  3. #3 di Stefano - 13 marzo 2009 alle 12:16

    Slave, lei dice di non aver fatto parte del sistema, o meglio di non essersi piegato ad esso.
    Da quello che ricordo, lei era considerato il miglior arbitro italiano dopo Collina. Quindi, una cosa non mi è chiara, se il sistema arbitrale era completamente “gestito” da Luciano Moggi (vedi anche sua telefonata di chiarimenti allo stesso Moggi dopo Reggina-Juventus), come ha fatto ad essere uno dei migliori senza rispettare le “regole” imposte da chi gestiva il tutto?
    Se si era al top di un sistema che non rispettava le regole, non vedo come lei ne possa uscire senza responsabilità.
    Penso che la cosa migliore sia di dire o non dire se voi arbitri ricevevate chiaramente istruzioni dai designatori per favorirre la Juventus (lei fu accusato di favoritismi nella partita vinta dalla Juventus a milano contro l’Inter – punizione di Del Piero per fallo su Nedved inesistente)
    In questo modo tutti avremo le idee più chiare. Grazie

  4. #4 di Gianluca - 13 marzo 2009 alle 13:32

    Le sue considerazioni sul sistema arbitrale e su chi eventualmente lo gestiva, non mi appartengono. Il sistema di cui parlo è quello fatto di intrecci, amicizie, relazioni fra più soggetti (non solo appartenenti al mondo del calcio) pronti a fare blocco unico per eliminare ogni potenziale minaccia ai loro interessi di qualsiasi entità e natura. E’ contro quel genere di sistema che io oggi intendo battermi. Un sistema che non ti dà la possibilità di parola, che è in grado di far dimenticare anche le più evidenti verità o, addirittura, stravolgerle completamente. Se ho raggiunto dei risultati, questo lo devo solo ed esclusivamente alla mia volontà ma, soprattutto, alla mia lealtà. Venendo alla partita a cui fa riferimento, la invito a rileggersi senza farsi condizionare da quanto poi accaduto, gli immediati commenti di tutti i quotidiani, delle trasmissioni televisive, nonchè le dichiarazioni dell’allenatore dell’Inter dell’epoca, Roberto Mancini. Gli eventuali errori, che avrò sicuramente commesso, in quella partita o in altre da me arbitrate, non hanno fatto però mai dubitare sulla mia onestà e correttezza. E di questo ne posso andar fiero. Ma le dirò di più. Proprio su quella partita e sul clima che era stato montato intorno ad essa, le racconto un episodio di cui forse avrà sentito parlare. Al termine della gara, alcuni giocatori dell’Inter dichiararono di aver visto avvicinarsi al mio spogliatoio i dirigenti juventini prima dell’inizio dell’incontro. E anche nel corso della partita, sin dal primo fischio, taluni giocatori facevano strane allusioni su quella circostanza, a me in quel momento incomprensibili. Ebbene, dopo una ricostruzione fatta in seguito a tali dichiarazioni, ho compreso il perchè di tutto ciò. Chi conosce gli spogliatoi di San Siro, sa che sono divisi su due piani: uno inferiore, riservato alle squadre; e uno superiore, riservato agli arbitri e alla sala antidoping. A quest’ultimo si accede da una scala che porta a un corridoio che, da un lato conduce agli spogliatoi, dall’altro alla tribuna d’onore. All’arbitro, prima di ogni incontro, spetta il riconoscimento: io, accompagnato dal quarto uomo, feci prima quello dell’Inter i cui giocatori successivamente si diressero verso il tunnel. Poi effettuai il riconoscimento dei giocatori della Juventus e, subito dopo, mi diressi verso il mio spogliatoio per agganciare i mie colleghi e prendere i “ferri del mestiere” (fischietto, cartellini, pallone, ecc.). E’ stato poi accertato che i dirigenti juventini, si avviarono dagli spogliatoi verso le tribune (quindi al piano superiore) attraverso la stessa scala, girando ovviamente a destra verso le tribune e giammai a sinistra verso il mio spogliatoio. Che, tra l’altro, era super presidiato da quattro addetti dell’Inter oltre che da due rappresentanti dell’ufficio indagini della Figc. Questo solo per farle minimamente comprendere quale fossero le difficoltà in cui domenicalmente ci si imbatteva.

  5. #5 di cristina - 13 marzo 2009 alle 14:20

    Gianluca, la professionalità alla fine sarà premiata………sono sicura che presto ti rivedremo in prima linea ad arbitrare con grande maestria e serietà, TORNA presto ti aspettiamoooooo

  6. #6 di gilda - 13 marzo 2009 alle 16:35

    Io non sprecherei tanto fiato con chi è fuori dalla realtà arbitrale, caro Gianluca, solo chi la vive può capirne i sensi!! all’esterno sembra tutto troppo facile e scontato!!
    Nella speranza che dopo questa mia affermazione non venga ‘eliminata’ ti mando un grande saluto!

  7. #7 di occhio indiscreto - 13 marzo 2009 alle 18:06

    Gianluca ho capito a cosa ti sei ispirato quando hai parlato di sistema. Probabilmente è quella telefonata, rimasta sepolta chissà dove, tra Moggi e un alto dirigente della Figc che attualmente opera indisturbato. E’ un colloquio interessante, se è quello che penso. Nella conversazione i due parlano di tutto, parlano della necessità di circondarsi di gente “funzionale al sistema”. E’ passato tanto tempo e non mi sembra aver letto nulla di tutto questo in resoconti o pubblicazioni varie du Calciopoli.
    Caro Gianluca, quella telefonata sarebbe davvero interessante renderla pubblica. Io sono disposto a fornirla e, magari, farla ascoltare. Con che faccia questa gente avrebbe poi il coraggio di farsi vedere in giro?
    Questa gente deve sapere una cosa: quello che si fa, prima o poi, si sa.
    Occhio indiscreto

  8. #8 di Elisa - 13 marzo 2009 alle 22:30

    Seguo il calcio e la juventus da quando avevo 7 anni,oggi ne ho 23 cresciuta in una famiglia dove questo sport non interessa a nessuno! Sarò breve e il più chiara possibile anche se non basterebbe una pagina per esprimervi tutta la mia delusione per questo sistema che qualcuno insinuava essere cambiato dopo calciopoli…macché! E per l’ingiustizia che ha subito .Non mi sembra vero quando il venerdì danno le designazioni e il suo cognome non compare più. Sembra per come l’hanno trattata che sia la causa di tutti i mali del calcio ,quanto chi doveva starsene a casa non era di certo lei che ha detto semplicemente la verità ,non facendo niente che infangasse la sua categoria ! Peccato averle stroncato ingiustamente una carriera che ogni anno prometteva sempre di più e fin dagli esordi in A perche si poteva notare già allora quanta passione avesse per l’arbitraggio! VI AUGURO TUTTO CIÒ CHE DI PIÙ BELLO POSSIATE DESIDERARE E ANCHE SE LONTANA , IO LE SARÒ SEMPRE VICINA…MI MANCHERÀ TROPPO ,CON IL SUO FISCHIETTO BLU …MA POSSIBILE CHE NON CI SIA UNA PICCOLA POSSIBILITÀ CHE POSSA ARBITRARE DI NUOVO?! COMUNQUE SPERO CHE GIUSTIZIA SIA PRESTO FATTA! P.S. Dopo l’intervista su La7 , il giorno dopo sono caduti tutti dalle nuvole enfatizzando la notizia della sua smentita per quanto riguarda il famoso episodio di Reggio Calabria , come fosse stata la prima volta dopo anni di silenzio. Ma si sapeva addirittura prima del processo sportivo che si svolse all’Olimpico! Però faceva comodo a molti coninuare a sostenere il contrario perché era davvero un titolo d’effetto…

  9. #9 di Paolo - 14 marzo 2009 alle 13:27

    Caro Gianluca, la tua vicenda è molto significativa.
    Non ti nascondo che spesso l’ho portata quale esempio oggettivo (senza, cioè, aggettivazioni positive o negative) di kafkiano associazionismo.
    Tu non sei stato protetto dal nostro comune sistema.
    Una società di calcio per il suo “top player” (perchè all’epoca tu eri il nostro top referee) si sarebbe battuta come una belva. A te, invece, ti hanno “accannato”.
    In quel periodo era molto difficile arbitrare perchè le doti richieste non erano quelle che per lungo tempo hanno caratterizzato i migliori direttori di gara. Ne servivano altre.
    Comunque vada, alla fine tu diventerai un momumento allo spreco e all’auto-lesionismo associativo.
    E il web lo testimonierà per gli anni a venire.

  10. #10 di Francesco - 15 marzo 2009 alle 12:59

    Hai detto bene… “per il momento” ha vinto il sistema! A breve vincerai tu, ne sono certo!!! Un “in bocca al lupo” sincero!!! Francesco

  11. #11 di hermione - 25 marzo 2009 alle 14:36

    hermione :Caro Gianluca,spero tanto che la sua determinazione e la sua onesta’ continuino a sostenerla nella lotta contro “il sistema dei poteriforti” che in penombra hanno sempre tirato i fili del calcio e non-solo!La prego continui a combattere e vedra’ che riuscirà a vincere.Io sono una Moggiana convinta…non perche’ Luciano Moggi sia stato un santo ma perche’ faceva parte del mondo del calcio come tutti i suoi aguzzini ipocriti e Maramaldi.E gli credo quando dice che lottava per salvaguardare la Juve da tali poteri forti…di ricchi e spesso perdenti frequetatori del calcio che hanno usato armi…speciali e micidiali per eliminare gli avversari!Comunque lcredo anche a lei da sempre e sono certa che avra’ ragione di tutto il male”ad hoc” che le hanno fatto per eliminarla da mondo arbitrale…a favore di altri e di altri interessi!!! Con simpatia!!!

  12. #12 di Luca - 3 aprile 2009 alle 19:03

    La sua storia potrebbe diventare un pezzo di letteratura a memoria dei posteri.
    Di com’eravamo nel 20* secolo.
    La prenda così, perchè non ne è venuto fuori neanche Tortora.
    Le auguro ogni bene.

(non verrà pubblicata)
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