
Riporto di seguito un comunicato dell’Italpress diffuso dopo la mia testimonianza resa oggi alla trasmissione “Quelli che il calcio”. In queste righe è riassunta la mia storia. Non aggiungo commenti.
MILANO (ITALPRESS) – Estromesso dal suo mondo senza un perchè. Gianluca Paparesta non si dà pace. Coinvolto e poi uscito senza macchia dallo scandalo di calciopoli, l’ex direttore di gara ha provato in tutti i modi a tornare in campo per fare quello che aveva sempre fatto, arbitrare. Una battaglia che ha proseguito anche quando, la scorsa estate, l’Aia l’aveva dismesso per motivi tecnici, una spiegazione per lui inaccettabile, al punto da pensare, come ha scritto nel suo blog, di essere stato «fatto fuori dal sistema». Una sensazione che ha avuto «rileggendo determinate conversazioni negli atti contenuti nel fascicolo legato a calciopoli – racconta oggi, ospite di ‘Quelli che il calciò – Ho chiesto al procuratore federale Palazzi un’audizione perchè mi sono imbattuto in una conversazione telefonica in cui un allora altissimo dirigente federale e Moggi, parlando della giustizia all’interno del mondo dello sport, dicevano che chi non era funzionale al sistema dava fastidio e ho rivisto in questa conversazione quello che è toccato a me». Paparesta ripercorre la sua vicenda, tutti i procedimenti di cui è stato oggetto e dove è sempre riuscito «a dimostrare la mia estraneità. Dopo averlo fatto ero pronto a rientrare ma l’allora presidente dell’Aia Gussoni e il designatore Collina mi dissero di aspettare ormai la fine dello scorso campionato per riprendere ad arbitrare nel nuovo». Ma le cose non sono andate così. «A fine giugno hanno deciso di mandarmi via per motivi tecnici» ma le motivazioni, spiega l’ex direttore di gara, sono arrivate dal Comitato nazionale dell’Aia e non, come previsto, dal designatore Collina.
«Tutti i gradi della giustizia amministrativa mi hanno dato ragione – insiste Paparesta – mancava il parere del designatore, che poi è arrivato: non avendo arbitrato per un anno non potevo più arbitrare. Eppure Collina, davanti ad altre persone tra cui lo stesso Gussoni, mi disse quando ci eravamo incontrati che mai e poi mai avrebbe espresso un giudizio tecnicamente negativo sulla mia posizione».
Paparesta, insomma, non l’accetta. «L’anomalia è che chi è ancora a giudizio oggi arbitra regolarmente, mentre chi ha dimostrato la propria estraneità non arbitra – prosegue – Non vorrei che pesasse il fatto che sono testimone d’accusa per il processo di Napoli». L’ex arbitro spiega poi di non parlare di sistema, quanto piuttosto di «intrecci, di relazioni tra persone appartenenti a questo mondo. La mia battaglia è questa: cercare di capire chi e perchè non mi fa rientrare. Nomi? Se li sapessi già li avrei denunciati. Se sto facendo questa battaglia è perchè credo sia necessario fare luce su determinate cose e perchè quello che mi manca di più, oltre al campo, è il fatto che mio figlio, appassionato di calcio, non possa vedere suo papà che era in campo e meritava di esserci. Io non ho mai accusato nessuno, ho solo cercato di dimostrare la mia estraneità, dopo che ho risolto tutto, e ci ho messo parecchio tempo, ero pronto a tornare e lo sono tutt’ora, volessero provarmi anche per una sola partita…». Paparesta torna poi a parlare del famoso Reggina-Juventus del novembre 2004 in cui finì chiuso negli spogliatoi, o così comunque raccontò Moggi.
«In effetti ci sono stati episodi molto contestati in quella partita – racconta Paparesta – Non avevo visto un rigore evidente a favore della Juve e avevo annullato loro il gol del pareggio all’ultimo secondo per fuorigioco. Si è scatenato così il putiferio, come avviene in tutte le partite, alcuni dirigenti della Juve hanno avuto accesso negli spogliatoi e si sono lamentati in maniera forte e dura nei miei confronti. Ma da qui a dire che sono stato rinchiuso negli spogliatoi… Non è mai successo – evidenzia l’ex arbitro – Lì ci sono i responsabili delle forze dell’ordine, gli ispettori dell’Ufficio indagini della Federazione, gli ispettori di Lega, possibile che nessuno abbia sentito che l’arbitro era stato rinchiuso negli spogliatoi e che abbiano dovuto buttare giù la porta come raccontava Moggi?». Eppure il direttore di gara, qualche giorno dopo, telefonò all’allora direttore generale della Juventus. «Avevo visto partire una campagna mediatica abbastanza forte per escludermi dal mondo arbitrale – spiega – e sapevo il potere che aveva quella persona. Io non gli ho mai chiesto scusa, in campo ho sempre mantenuto l’assoluta indipendenza e sfido chiunque a dimostrare il contrario, ma ho cercato di abbassare i toni, sicuramente sbagliando, perchè non volevo vedere la mia carriera compromessa».
Le due telefonate, finite agli atti, con Moggi furono fatte con le ormai celebri schede svizzere ma Paparesta ci tiene a precisare che quelle sim «appartenevano a mio padre, è stato dimostrato. Io non ho mai utilizzato quelle schede e lo dimostra il fatto che siano state usate mentre io arbitravo o ero all’estero. Erano state date a mio padre per motivi che lui stesso spiegherà durante il processo di Napoli ma io non ne sapevo nulla, nemmeno la provenienza, e questo lo ha verificato la magistratura». E tra l’altro fu il padre Romeo a chiamare Moggi dopo il caos per Reggina-Juve, facendolo parlare col figlio «perchè venisse eliminato quel clima di ostilità che puntava a escludermi dal mondo arbitrale». Chiusura sul neo presidente dell’Aia, Marcello Nicchi. «Gli faccio i miei auguri – conclude Paparesta – E’ una persona indipendente, cristallina. Spero che possa aprire a ciò che può portare giovamento alla direzione di gara. Io tornare ad arbitrare? Mi piacerebbe, ma se non mi vogliono non posso farlo».
#1 di Paolo - 15 marzo 2009 alle 21:05
Caro Gianluca,
va bene l’impegno che metti nel favorire la tua causa però ti devo fare un appunto.
Io a Reggio quella sera ero tra gli spettatori.
Per me non hai commesso nessun errore perchè l’arbitro si valuta nella gestione complessiva della gara.
Gli episodi, anche quelli più controversi, devono essere gestiti, dominati e superati.
Il grande Arbitro, ci hanno insegnato, è quello che sbaglia meno. Ma, aggiungo io, è ancora più grande se pur consapevole dell’errore commesso va avanti nella sua direzione di gara con onestà intellettuale e indipendenza di giudizio.
Erano doti delle quali tu abbondavi mentre molti altri no. E i fatti, purtroppo, lo hanno evidenziato.
Quindi non dire che hai commesso un errore. Non avresti firmato a ogni partita se ti avessero detto che avresti commesso solo una “svista”?
#2 di Andrea - 15 marzo 2009 alle 22:37
Caro Gianluca, sicuramente non ti ricorderai di me, sono un arbitro della sezione di Lecce e ho avuto modo di conoscerti qualche anno fa in sezione. ci siamo anche rivisti a Bologna quattro anni fa. Per me sei sempre stato l’esempio dell’arbitro da raggiungere…il tuo modo di fare,il rapporto con i calciatori, quando ho iniziato ad arbitrare ho comprato il fischietto celeste come il tuo! oggi ho sentito la tua intervista e ho sentito cosa hai detto, conoscendosi personalmente non ho mai voluto credere alle voci su calciopoli e sentire finalmente senza intermediari anche la controparte per me ha riconfermato la grande stima che ho in te…in un mondo quello arbitrale fatto di arpie e falsi amici…mi stupisce solo una cosa…”l’ingenuità” dimostrata verso il mondo arbitrale e un quadro quasi pulito che hai voluto dare dell’AIA, io che sono figlio d’arte come te conosco molto bene l’ambiente e mi aspettavo qualcosa di più forte…non mi stupisce che ti abbiano fatto uscire…lo sai nel nostro mondo le persone scomode sono sempre eliminate…io sono sempre stato contro il sistema e ho pagato sulla mia pelle il fatto di avere espresso le mie idee e la ricerca di una giustizia che non esiste…per quanto possa interessarti nella tua battaglia hai tutta la mia solidarietà convinto che si puù fare!
Andrea Politi
#3 di Filippo Trani - 16 marzo 2009 alle 14:08
Salve Gianluca, sono un tifoso della Juventus e ovviamente come te sono schifato da calciopoli anzi da farsopoli, io credo che tutto quello che è successo 3 anni fà sia solo una buffonata o meglio una baracconata come dice il saggio Mughini, noi Juventini come te vogliamo la verità, non è possibile che siamo stati puniti solo noi Juventus, te e De Sanctis è assurdo tutto ciò, o tutti o nessuno…l’ Inter che poi fà la parte della Vergine Maria Santa ma io sono sicuro che loro con calciopoli centrano e come… TELECOM+TRONCHETTI PROVERA+MORATTI+GUIDO ROSSI = FARSOPOLI… di questo non si parla mai, non si parla che Guido Rossi era un ex dirigente del Inter, che poi dopo regala lo scudetto al Inter e passa magicamente alla Telecom, non si parla che Tronchetti Provera e Moratti guidavano la Telcom…questo è lo schifo dell’ Italia!!!
Ieri ho seguito la trasmissione “Quelli che il calcio” e una domanda però te la devo fare Gianluca con tutto la stima che ho nei tuoi confroni anche se a Reggio Calabria ci hai fatto perdere ingiustamente, ma come mai non lo hai detto subito ovvero 3 anni fà che non sei stato chiuso negli spogliatoi da Moggi??? Grazie ti saluto e in bocca a lupo!!!
#4 di A C G - 16 marzo 2009 alle 17:01
Da juventina mi vergogno, da tifosa di calcio sono dispiaciuta di non vederti più in campo…
#5 di ricetti di como - 16 marzo 2009 alle 21:44
Vai avanti fino in fondo.
Fallo per te e i tuoi figli.
Fallo per tutti gli arbitri.
Fallo per i tifosi di calcio che vogliono sapere fino in fondo la vera verità.
#6 di Angelo Salomone - 17 marzo 2009 alle 12:53
E’ semplicemente vergognoso, il calcio è malato più che mai e nessuno fa nulla per porre rimedio. Nè un commento sulla tua situazione è stato rilasciato da chi di dovere.
Perchè?
Forza Gianluca, siamo con te e con lo sport (quello vero) !!!
#7 di Maurizio - 19 marzo 2009 alle 16:10
Caro gianluca ciao, sono un arbitro di Pallacanestro e abbiamo anche un amico comune che tu ben conosci.
Domenica mentre ero in albergo prima di andare in campo(noi giochiamo alle 18,15), ho visto il tuo intervento da Simona Ventura.
Avevo già seguito la tua vicenda all’origine dei fatti, e non ti nascondo che avevo creduto che ci fosse stato da parte tua un comportamento “non adeguato” al ruolo che ricoprivi.Poi però, non fermandomi dietro alle apparenze, ho letto articoli,intercettazioni,stralci di brogliacci e ho cambiato idea……..Si sono d’accordo,ti hanno voluto far fuori, PUNTO E BASTA.Credo che aldilà dei piccoli errori che hai commesso, mi riferisco alla mancata segnalazione sul rapporto di quanto accaduto nello spogliatoio di Reggio(anche se poi, visto cosa ha fatto e detto Lanese!!!!!!) ti saresti ampiamente meritato un opportunità e questo per poter dimostrare a tutti che eri uno dei migliori sia tecnicamente che moralmente, cosa che da appassionato di calcio ti riconosco indipendentemente dalla fede calcistica(io tifo per il Piacenza).Da arbitro posso immaginare cosa stai provando e cosa hai provato, noi vorremmo che il campo e il gioco fossero gli unici a dirci di “scendere dalla giostra”, non i giochi di palazzo e di potere.
Hai poi parlato del fatto che tuo figlio non possa vederti arbitrare, come avevi fatto tu con tuo padre Romeo( che a Piacenza un anno ci ha “rubato” una vittoria……..) e anche qui capisco il disappunto,molti non comprendono il ruolo di educatore che l’arbitro riveste in campo, e considerando che il miglior metodo di insegnamento per i figli sono a mio avviso gli esempi, ecco spiegato il tuo stato d’animo.
Poi, e questo lo dico io, vedere arbitri ancora sotto giudizio arbitrare(per modo di dire) tipo dondarini e rocchi, rende ancor più chiaro e nitido l’accanimento nei tuoi confronti.
Cosa dirti, spero che il nuovo corso possa darti un opportunità, te la meriteresti perchè, a mio avviso hai una grossa qualità che un nostro grande istruttore napoletano citava sempre” a cazzimma”.
Un grosso in bocca al lupo di cuore.
Maurizio
#8 di Alessandro - 23 marzo 2009 alle 11:12
Egr. Paparesta
vorrei invitare Lei e tutti quanti leggono questo Blog a fare una riflessione.
Paparesta e De Santis, nonostante NESSUNA intercettazione li veda coinvolti con Moggi (eccetto quella di “scuse” del dopo Reggina-Juve) sono stati immediatamente allontanati dall’ AIA.
Collina, nonostante le intercettazioni, che lo vedevano pianificare incontri “carbonari” dal sor Meani con Galliani E’ DIVENTATO DESIGNATORE…..
Qualcosa non torna……
Sapremo mai la verita’ sulla FARSA piu’ grande del nostro paese ?
Saluti
A.P.
Civitanova Marche
#9 di Adriano - 24 marzo 2009 alle 23:46
Salve Gianluca
i grandi arbitri sono spariti dopo il 2006
anche se non ci ha mai fovorito l’ho sempre considerata
un grande arbitro (sono juventini tifoso di serie b
come mi definisce il nuovo presidente)
ps per Maurizio arbitro di pallacanestro
mi puo’ spiegare cosa e’ successo negli spogliatoi di reggio?
come ha visto la differenza di valutazione tra l’affair recoba e lorbek ?
che annata seguo anche la benetton
cordiali saluti
#10 di Franco Corinti - 3 aprile 2009 alle 18:01
…se penso a quella maledetta partita Reggina-Juventus ,come innamorato della Juventus sin da bambino, (ora ho quasi 80 anni) mi inc.. ancora ! Però debbo dirti che tu eri il MIGLIORE e devi lottare fino in fondo perchè hai subito una grossa ingiustizia a non farti tornare ad arbitrare. Questo è il VERO scandalo! …purtroppo non sarà facile..questo è un paese” dove si fa morire una persona per sentenza ” e dopo i media annunciano…. X è morta! ma se l’avevano portata lì per morire…..scusa se sono andato un po’ fuori però penso che sarà dura per te! Cordialmente – Franco