Archivio per aprile, 2009
Il vetro opaco del… Palazzo

Era ora. Dopo un lungo torpore, qualcuno si è risvegliato. Chi pensava che qualche organo di stampa non fosse stato poi così attento al moto di opinione di questi giorni, si sbagliava.
Non importa come abbia deciso di “rialzarsi” rispettando il tradizionale rituale del contenuto come al solito… filo istituzionale. Non importa il senso di quello che ha scritto (o meglio non ha scritto). Quel che importa è che i vetri del palazzo siano stati spolverati sia pure per poco tempo perchè sono subito ritornati coperti dal velo scuro di sempre.
E’ curioso che taluni (?) giornalisti ritengano ormai desuete alcune intercettazioni del caso Calciopoli preoccupandosi di difendere quello che milioni di persone hanno ascoltato in questi giorni – attraverso trasmissioni “non di parte” – provando grande indignazione. Ne sono una testimonianza indiscutibile gli oltre 5mila messaggi arrivati in poche ore sul mio profilo di Facebook: quel popolo di utenti del mondo sportivo che desiderano ascoltare o leggere notizie, non sermoni per pochi “amici” (spero non “suggeriti”).
Chi si è prodigato oggi nello scrivere cose ormai da lui stesso ritenute “superate” (e che mi ha corteggiato per avere una intervista esclusiva mai concessa, meno male), probabilmente ha dimenticato di dire che tra quelle intercettazioni vecchie, ce n’era una che nessuno ha mai letto o ascoltato e che – nonostante fosse inedita – è stata puntualmente taciuta da chi oggi pensa di sedere sul trono della… trasparenza.
Probabilmente non scopriamo l’acqua calda: la parola d’ordine, in queste circostanze, è non disturbare il manovratore. Soprattutto se il manovratore è qualcuno che ambisce a incarichi autorevoli nel mondo del calcio con il quale, probabilmente, si intende mantenere buoni rapporti. Chissà perchè.
Un’ultima cosa. Tra le telefonate “inedite” ce n’è una in cui viene definito “un cog…..” lo stesso autore dell’articolo… e che, però, oggi pare esclusivamente preoccupato di difendere il solito sistema. Ma questa è solo una coincidenza.
Gianluca
Sì al fischietto… No al bavaglio…

In queste ore fa discutere la circolare emessa dal presidente AIA, Nicchi, sul divieto agli arbitri di fare dichiarazioni anche a mezzo e-mail o propri siti internet, di partecipare a gruppi di discussione (Facebook) mailing list, forum, blog o simili.
Bene fa il presidente a ricordare quella che è una regola già esistente – art. 40 comma 4, lettera d) Regolamento AIA -, di cui tutti quanti siamo a conoscenza, ma che riguarda esclusivamente “gare dirette o incarichi espletati”.
Nè è pensabile che tale circolare, diffusa – ma sarà solo una coincidenza – a poche settimane dalla pubblicazione on line del mio blog e del mio profilo su Facebook (circa 3mila amici, tra cui tanti giovani arbitri), rappresenti una privazione di una libertà costituzionalmente protetta.
Non sta a me ricordare infatti le regole dettate dall’art. 21 della Costituzione che, da 61 anni a questa parte è l’essenza della nostra democrazia, e che comunque per ogni buon conto riporto: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.”
Su Internet, ormai spopolano siti e profili facebook di magistrati, avvocati, giornalisti, professionisti, sportivi, studenti, casalinghe, gente comune : a chi potrebbe nuocere un arbitro o, nel mio caso, pseudo tale?
Per tali ragioni, credo che soprattutto gli arbitri più giovani (che ogni giorni mi scrivono) possano stare tranquilli.
Attenendosi alle regole, vi dico: non temete di esercitare quel diritto previsto dalla nostra Costituzione, dunque non rinunciate alla vostra libertà e alla vostra dignità.
Gianluca
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